Tra me e me

Cinico il mio specchio. Quando piango, ride di me.

Non mi riconosco nel riflesso. E’ la foto a colori di qualcuno che indossa la mia faccia.

Ma mi capita di spostare le tende, in inverno, o di appoggiarmi alla ringhiera del balcone..e guardare giu’.

Le braccia pendono sul parapetto come l’edera, e lo sguardo punta il niente. Poi mi vedo passare, tra la folla.

A guardarmi, sono in imbarazzo. Mi ricordo in atteggiamenti antichi. Testa alta e passo deciso.

Mi vien voglia di correre giu’ in strada. Seguirmi, rincorrermi e poi fermarmi davanti un negozio. Guardarmi nel riflesso di una vetrina e chiedermi…Dove sei stata ? Tornerai ? Il riflesso si volta. Chi sei ? Domanda.

Non lo so, mi rispondo. Una volta ero te. Un nome di donna ha fermato la mia corsa. Ho errato fuori della mente per lungo tempo. Nel giorno del ritorno..mi sono persa.

Nel riverbero, l’altra me mi fissa. Non tornero’. Non cerchero’ chi non vuol essere trovato.

Sono un albero in fiore. Sono un albero spoglio.

Immobile…nel continuo ripetersi delle mie stagioni.

( Sabrina S. )

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