La mia nave

Che accade all’anima di chi resta, quando un’altra se ne va?

Dolore, mancanza,rimpianto…” Se avessi fatto o detto, ma non ho fatto e non ho detto ”.

Il primo anno è devastante. Poi il dolore indossa un abito firmato rassegnazione, e l’anima si presenta a un ballo in maschera. E’ la metabolizzazione del lutto.L’assenza si circonda di ricordi e odori. Occasioni vissute e mancate. Echi di voci durante una festa. Confessioni private, pettegolezzi e risate. Segreti e cotillon. Finchè la vita..riprende il sopravvento, e continua.

Ma c’è un gruppo di persone, una setta, la cui anima è piegata sotto il peso dell’assenza. Il dolore ha disegnato strade sotto la pelle, e formato una mappa per raggiungere, in ogni momento, cuore e mente.

Hanno occhi profondi,segnati da un tempo indefinito.Un anno,sei anni, tre giorni…Dal momento in cui l’altro se n’è  ” andato ”, lo hanno portato sugli occhi come una ferita che non si chiude. A tratti sanguina all’esterno. Quotidianamente all’interno.

Deve esserci un mondo, parallelo al nostro, dove abitano le anime che la setta non lascia andare.

Non importa che non abbiano pace,  che si disperino per il dolore di chi è rimasto a rimpiangerli.  C’è un’ancora salda che trattiene la nave della setta in quel mare di anime. Pur volendolo, non si può salpare.

La mia nave è ferma in un porto chiamato Sabrina. La notte si culla in un mare calmo di parole silenziose. Lo sguardo attraversa l’orizzonte e siamo dinuovo insieme.Per sempre. La mia nave è ferma in un porto chiamato Sabrina.

( Sabrina S. )

Il volo

E’ il volo di Tosca il pensiero mio.

In caduta libera attraverso il tempo

feline immagini danzano al cantar di voci stonate negli echi lontani.

La realta’ viva si traveste a pietre

e si macchia del sangue mio

al finir della corsa.

Con le vesti lacere,

nel corpo di Prometeo,

rinasco ogni notte

a ricominciar un volo senz’ali.