Sono un coso!

Sono un coso di dimensioni non definite, grande fuori e minuscolo dentro. Mi uccido di risate e mi ucciderei e basta. Cammino sui fili di seta perchè la stabilità non m’appartiene. Entro in punta di piedi nelle altre anime, per divorarle e averne, così, una anche io.

Ho un angolo buio nella mente, dove uragani di parole e tempeste di insicurezza prendono vita, improvvise, devastanti… offuscando tutto il resto.

Sono un coso bisognoso, ma non so di cosa. Tu, intanto dammi quello che hai!

Sono un coso con un marsupio da riempire d’attenzioni e risate. Sono un coso con un marsupio pieno di acqua salata. Ecco cosa puoi darmi… uno straccio per asciugare.

Sono un coso brutto, a volte, ma ho una struttura delicata. Sono un cristallo… un coso di Boemia e sono pieno di crepe. Ecco cosa puoi darmi… un pezzo di Scotch.

Sono un coso adulto, ma la mia vita non è iniziata…  è solo finita molte volte.

Sono un coso di ghiaccio, ma quanto fuoco nascondo sotto il mare.

Sono un  coso di fuoco, ma quanto ghiaccio…

Sono un coso lunatico e amo tanto e odio a sufficienza.

Sono un coso creativo, e creo un sacco di stronzate.

Sono un coso strano, un tipo losco… se potessi mi eviterei.

Sono un coso. Non ho speranza di essere altro.

Sono un coso… sono solo un coso… un coso!

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Avevo un coso di tra-verso !

Non trovo il verso della mia vita. Eppure una volta era li’… ne sono quasi certa. Li’, sul mobile all’ingresso. Ricordo perfettamente di averlo avuto tra le mani per un po’. Sai quando giri per casa, a vuoto, senza nulla da fare, nessuno a cui pensare, senza un film da guardare a meta’…o un libro noioso da non leggere? Trascini i piedi e ti infastidisci anche, del rumore che fai con le pantofole, ma continui a trascinarli per tutta la casa. E alla fine non sai piu’ chi trascina chi. Ti ritrovi questo coso in mano, il verso… e’ di quello che sto parlando, ed esattamente non sai che cazzo fartene. Cosi’ ci giochi un po’ a palla… Lo passi da una mano all’altra, lo lanci in aria. Fai pure lo stronzetto e fai finta di farlo cadere, per riprenderlo un attimo prima che si frantumi a terra. E poi ti rendi conto che, forse, i tuoi piedi si trascinano perche’ sei troppo pesante. C’e’ qualcosa il cui peso grava sulle tue gambe. E’ il coso, il verso, sempre di quello sto parlando. Bisogna poggiarlo da qualche parte. Giusto il tempo di riprendere fiato, di riacquistare le forze. Una tregua. … Giusto il tempo di perderlo. Coso di merda.