Artigianato famigliare

Ti ho cucito un vestito di parole.
Ho srotolato la s per farne filo
la i mi fece d’ago
con la x ho tagliato un tessuto resistente
con le u e le c ho smussato gli angoli,
rinforzato i bordi, scoperto trame.
Dalla o ho ricavato un collo importante.
Ho adattato due p alle spalle,
per ogni gamba una flessibile L
Ho scelto accuratamente tra tutti gli alfabeti
fresco, tepore, vestibilità, adattabilitá.
Mi sfuggì la t. Fuori controllo,
percoteva la tua pelle battendo
a caso la tua indifferenza e mi facevo guerra.
E poi e ancora, senza arte né parte, con
candore, speranza, tenacia, pudore,
io ricucivo un vestito di parole
costeggiando, nuda, la pericolosa follia
di voler vestire l’anima.

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