Di amori, conseguenze, parolacce… e altre cose che si mangiano!

Per non dimenticare di aver scritto anche questo!

"Frammenti" di Sabrina S.

cucina
“ Nessun problema e’ irrisolvibile, di fronte a una cena preparata con amore. Le persone vanno prese per la gola.” Quante volte sua madre, che era una cuoca eccellente, le aveva ripetuto queste parole. E infatti Tonia voleva prendere Michele per la gola. Stringergli le mani intorno al collo e strappargli via la faccia dalla faccia. Uccidere quella freddezza che era nata sul suo volto nell’ultimo mese e rimodellargliene un altro. Plasmargli di nuovo il suo bel sorriso e ritrovare le antiche atmosfere. Capirsi al primo sguardo, ridere di qualcuno che non fosse presente, parlar male di altri assenti e vivere con l’assoluta consapevolezza di essere irrimediabilmente plasmati l’un l’altra. Ma che era successo? Perche’ era passato da “Amore mio” a tanto distacco? Quando erano insieme, Michele tentava di sembrare maledettamente sereno, ma lei sentiva, sapeva che qualcosa si era ineluttabilmente compromesso, spezzato. A Tonia il freddo camminava sotto la…

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Il mese delle rose

E’ il tuo compleanno. “Maggio e’ il mese delle rose”, si dice sempre in questo giorno. Io non lo dico da tempo, resto in silenzio ma lo penso ogni volta che Maggio arriva, ogni anno, oggi. Dovrei passare a trovarti e presentarmi con un regalo, ma non sono mai stata brava a fare regali per i giorni che lo richiedono. Troppo pensati, spesso scontati. Da quando ti sei trasferita mi pare che il giorno sia lento a passare e ho perso le tue abitudini e ho dimenticato quello che ti piace. Mi affatico a ricordare il tuo odore, e il tuo viso e’ dietro un velo. Non c’e’ piu’ il tempo in cui raccoglievo storie e ti raccontavo farfalle e strade, nuvole e colori, profumi e nebbia. Ora passo con un fiore tra viali in cui i vivi guardano i morti e i morti fissano i vivi… e aspetto. Ti aspetto!15maggio

Big my secret

Perche’ sembra solo ieri, ma non ricordo il tuo viso… e neanche il mio.

"Frammenti" di Sabrina S.

L’assenza dondola nell’aria, come un batacchio di ferro martella il mio viso, martella, ne sono stordito. Corro via, l’assenza m’insegue, non posso sfuggirle. Le gambe si piegano, cado. L’assenza non è tempo né strada. L’assenza è un ponte fra noi anche quando di fronte l’uno all’altra i nostri ginocchi si toccano.

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Quimper

Perchè oggi la memoria è un lenzuolo di corniola… e ricopre la città!

"Frammenti" di Sabrina S.

La mia vita e’ un vecchio stanco. Arranca lungo la via sulle ginocchia incerte. Curvo, sotto l’insostituibile peso dei ricordi. La mia anima e’ un vecchio stanco.Con le mani callose, nella fatica del suo essere, raccoglie ancora fiori, la’ dove ve ne siano. La mia mente e’ un vecchio stanco. Arrendevole al pensiero che niente sara’ piu’. Tutto e’ compiuto. Ogni cima e’ stata raggiunta. Eppure il mio cuore…e’ quello di un bambino. Corre e s’affanna. Ride a una magia e piange a una bugia. Cade e si rialza. Tutto passa, non fa niente, non importa…Ripartiamo.

Ogni parte di me ha una propria memoria. Tutto e’ separato da tutto. Tutto atto a formare un corpo di donna ancora giovane. Un essere stravagante, che mangia pane e caramelle. Ride sguaiatamente a un funerale e sta in disparte ad una festa. Da’ coraggio a tutti quanti, ma si dispera nel buio. Piange…

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Marta di neve ( stralcio )

Per ricordarmi…

"Frammenti" di Sabrina S.

È l’ultimo giorno di gennaio. Mi fa sempre un certo effetto passare da un mese a un altro. Come se in quell’ultimo giorno, all’improvviso, mi ricordassi che il tempo scivola come l’acqua sotto i ponti, la prima foglia che cade, la prima che germoglia, un cane che passa o una nuvola che cambia forma. Tutto è tempo. Tutto viene e va, in minuti, giorni, anni che nessuno conosce. Anche questa neve che abita il mio giardino, tra poco si scioglierà. Questa stagione, con le sue nevicate, i cieli bianchi così bassi da poterli quasi toccare, sono ciò che più si avvicina al mio silenzio. A volte rimango alla finestra per ore, anche di notte. Mi alzo per guardare le strade imbiancate, prima che arrivino gli spazzaneve e in quel silenzio ho il sospetto che il mio corpo sia cieco e sordo a se stesso, che non abbia percezione di sé…

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