Cattiva

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E quel che resta non è la banalità di un cuore spezzato, ma una forma di ombra solida che vive nella pelle lacera del petto. Un’oscurità malvagia e dolorosa che mi rende cinica e indifferente… e non so più distinguere un fiore che sboccia da radici che marciscono. Una nuova me, risorta e cacciata dalle mie stesse ceneri. Lilith e mai Eva. Sono il sempre e il mai più, l’ inchiostro rovesciato sul foglio immacolato, il primo frutto che si guasta nella cesta, sono il fare e il non dire e non ho lacrime ma sguardi vitrei come serpi. Il volto di chi ho amato non lo ricordo e, allora, resto cattiva per proteggermi e crogiolarmi nel mio stesso buio; Un paracadute che mi salva… in questo eterno scendere.

I bambini di Sant’Anna

Dormono le case buie, silenziose nella valle. Giacciono ormai i corpi e gridano le anime su Sant’Anna esasperata. Umile veste lacera, indifesa tra le fiamme, chini il capo al passo armato. Pavido bandito, commediante col tuo boia. Non si odono le voci né le corse del candore. Non torna l’esultanza di un girotondo di purezza, che guerra spazzó via in un giorno di innocenza.

Tiersen… cosi’!

Quelli come te, che hanno due sangui diversi nelle vene, non trovano mai riposo né contentezza; e mentre sono là, vorrebbero trovarsi qua, e appena tornati qua, subito hanno voglia di scappar via. Tu te ne andrai da un luogo all’altro, come se fuggissi di prigione, o corressi in cerca di qualcuno; ma in realtà inseguirai soltanto le sorti diverse che si mischiano nel tuo sangue, perché il tuo sangue è come un animale doppio, è come un cavallo grifone, come una sirena. E potrai anche trovare qualche compagnia di tuo gusto, fra tanta gente che s’incontra al mondo; però, molto spesso, te ne starai solo. Un sangue-misto di rado si trova contento in compagnia: c’è sempre qualcosa che gli fa ombra, ma in realtà è lui che si fa ombra da se stesso, come il ladro e il tesoro, che si fanno ombra uno con l’altro.

Inviti superflui

tenersi-per-mano

Ci terremo semplicemente per mano e andremo con passo leggero, dicendo cose insensate, stupide e care. Fino a che si accenderanno i lampioni e dai casamenti squallidi usciranno le storie sinistre delle città, le avventure, i vagheggiati romanzi. E allora noi taceremo, sempre tenendoci per mano, poiché le anime si parleranno senza parola.

Troppo amore

COPPIA BALCONE

Era troppo amore. Troppo grande, troppo complicato, troppo confuso e azzardato e fecondo e doloroso. Era tutto quello che potevo dare, più di quanto mi convenisse, per questo si infranse. Non si esaurì, non finì, non morì, semplicemente si infranse, crollò come una torre troppo alta, come una scommessa troppo alta, come un’aspettativa troppo ambiziosa.