Sempre

tempo                        Qual è il momento giusto, Anna, l’ora e il minuto esatto in cui il ricordo di noi, che vaga prigioniero nelle mura della tua mente, fugge per arrivare a me? C’è come un odore di tempo fermo, intorno a noi. Come se ieri non esistesse e domani non importasse. Un infinito presente. Amore e odio, ora, sogno e realtà, ora, vita e morte nello stesso momento, passato e futuro insieme, solo ora e mai più… e mai stato. Un’eterna crisalide, la danza perfetta del serpente e la mangusta, al contempo preda e predatore. Un pensiero fermo all’istante in cui l’istante diventa se stesso. Vorrei infierire sui resti del tuo cuore come un avvoltoio sulla carogna, per mantenere la confidenza della tua pelle con la mia e fermare il tuo pensiero su di me, come se mi guardassi per la prima volta, come se lo facessi per l’ultima. E vorrei cadere sulla tua vita come neve sulle strade, come polvere sui libri, silenzioso, consapevole di andare via con un soffio e di tornare, sempre. E’ nel senso dell’appartenenza che ti riconosco. Sei lo specchio dove vengo a guardarmi e i tratti del mio viso diventano i tuoi, come fossimo “uno”… e mi riconosco. Ti percorro come fossi un terreno senza strade e senza confini… e mi perdo in te, che sei il deserto e sei anche l’acqua. E mi ricordi un posto dove vorrei sempre andare. E mi ricordi qualcuno con cui vorrei sempre parlare. Ma i segreti ci proteggono, mi hai insegnato, e così non ti vengo a cercare… e così non ti vengo a parlare. E il peso delle mie parole non lo senti più. Affaticato dalla tua assenza e dalla tua presenza, vorrei che mi guardassi come un sarto che, trovata un’anima lacera, pensasse: “C’è ancora stoffa per fare un vestito”. Ma quelli come noi, fatti di guerra e malinconia, non si salvano neanche con la felicità. Cercami, Anna, o almeno pensami. Fa’ che io ti possa sentire, percepire nell’aria, in un suono, in una vibrazione. Sii perenne nel frastuono dei miei silenzi.             Piove da giorni. L’acqua scorre lungo le strade e finisce sotto i portici grigi della città. Un cane, incurante, rovista in un secchio e alcune ragazze sguaiate corrono ridendo a ripararsi dentro un bar. E poi ti vedo, nella mia mente, camminare piano nel verso opposto a tutti gli altri, curva sotto il peso dell’ inquietudine che ti fa sempre ombra. Sei il tempo, Anna, sei il fluire delle stagioni e la tua anima si muove con esse, plasmandosi in una costante altalena emotiva. E forse pensi a me, che penso a te, che pensi a me.

Annunci

7 thoughts on “Sempre

  1. cavoli, questo pezzo me l’ero perso ma l’ho riletto con piacere perché lo sai, mi piace come scrivi, perchè ti scorre dentro una poesia rara, infinita e infinitesimale, che probabilmente o inconsapevolmente ti appartiene, e che emerge da un’ intimità molto profonda, la quale però non è un abisso, ma uno scrigno di tesori e tensioni, di rabbia e quiete, nate dalle molte vite che hai vissuto. Si dice che l’universo è infinito, eppure è tutto dentro di noi…

Rispondi a frammentidisabrinaesse Annulla risposta

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...