Ufficio informazioni

pesce

“Siete sicuro che non sia passata di qui? A guardarla bene, Mara, ha il viso pieno di cose grandi. Le labbra carnose, gli occhi enormi e le sopracciglia folte, e tanti… tanti denti e, quando sorride, tutta la faccia si muove in un agglomerato di funzioni che sembrano scollegate. Le narici si aprono un po’, gli occhi si strizzano fino a diventare due fessure piene di lunghe ciglia, e il collo fa ondeggiare tutta la testa avanti, indietro e di lato. Poi una mano sale aperta alla bocca, per coprire le gengive che si scoprono alla risata, come i mostri sotto il letto. Se l’avvicinate per parlare e vedete che si strofina forte il naso, vuol dire che e’ imbarazzata e nervosa, ma e’ sicuramente lei perche’ non conosco nessuno capace di stropicciarsi il naso in quel modo, e allora allontanatevi con discrezione e chiamatemi subito.  Che altro? Ah, si’… a guardarla bene, sempre allegra, non si direbbe che porti sulle spalle una zavorra di passato. No, non un sacco, cerchi di capirmi, ma una serie di invisibili bagagli di mille vite, tutte storte, tutte folli, troppo complicate per tutti. Per questo non ne parla a nessuno e i suoi bagagli sono sempre chiusi. Ma lei non puo’ immaginare, non capisce, non la conosce… che ne puo’ sapere dei bagagli di Mara? E poi? Oh… si’, come odia la banalita’ della vita degli altri. Tutta quella routine, quel parlare di niente, quei problemi insulsi e sempre cosi’ vicini a milioni di soluzioni possibili. Si’, sembra un po’ snob, e anche un po’ stronza. Se non l’avessi conosciuta cosi’ profondamente, l’avrei odiata anche io, quasi come lei odiava se stessa per essere quella che era; una donna sempre in fuga dal mondo e dalle persone, e un posto nell’universo di sicuro lei non ce l’ha ancora, e la fiducia negli altri non ce l’ha, ma quella non ce l’ha mai avuta dalla nascita, ed e’ certa di non ricevere in cambio l’amore che invece da’, perche’, dice lei, le persone sono cattive e prima o poi ti feriscono, ti mentono, ti uccidono mangiandoti viva, cominciando dal cuore e tutte le interiora. Oh si’, questo dice! Ma a guardarla, tutto questo non si vede, perche’ lei finge di vivere come nelle commedie americane. Sembra Bridget Jones, un po’ scema, non felice ma allegra, sempre incasinata, un po’ imbranata. No ma, non ha capito, non la deve cercare, deve solo aspettare di vederla… e riconoscerla per come gliela sto descrivendo. Sara’ lei ad arrivare, se decidera’ di tornare, perche’ lei e’ cosi’, arriva nella tua vita per caso, leggera, in punta di piedi, poi te la incasina e se ne va, la vita… intendo. Ma e’ cosi’, Mara. Arriva senza passato ne’ futuro, solo presente. Come uno straniero che arriva in un porto e scende dalla nave senza bagaglio. Vuole solo un posto per dormire, oggi, non domani, perche’ non sa cosa fara’ quel domani. Eppure, sa? una volta si e’ fermata e ha detto:

“Qui potrei restare”

E allora ha aperto i suoi bagli, quelli invisibili che nessuno conosce, ma c’era troppo passato dentro e le valigie sono esplose in un’eruzione di casini ingestibili ed e’ stato come cavalcare un animale psicotico verso una stalla in fiamme, e tutti quelli che l’avevano convinta a restare, sono fuggiti lasciandola a rimettere tutto in ordine, a nascondere di nuovo i suoi bagagli, costringendola a una nuova partenza, per ricostruirsi chissa’ dove. No, nessuno l’ha piu’ vista o sentita. Si sono avviluppati e poi inghiottiti a vicenda, lei e il silenzio,  e tutti i suoi bagagli. Ma passera’ di qui, tornera’ prima o poi e voi la riconoscerete. Entrera’ da quella porta, proprio li’ dove c’e’ quel buco che ha la forma della sua assenza, perche’ e’ da li’ che e’ fuggita, in silenzio. Come faccio a saperlo? Perche’ richiudendo i bagagli, nella fretta di scappare non si e’ accorta di aver lasciato qui qualcosa e, di certo, vorra’ riaverlo indietro. Tornera’. La riconoscerete. Ha gli occhi grandi, sorride e non si fida ma lo rivorra’, perdio, o forse no? Il ricordo di noi.

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3 thoughts on “Ufficio informazioni

  1. Sono felice di esser riuscita a trattenere un pezzetto di quel ricordo. Anzi: sosterrei di avere il privilegio di avere in tasca un frammento prezioso di quei bagagli.

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