Queste mie parole

ballerina

Ci sono parole cuneiformi, che incidono ricordi la’ dove fanno piu’ male. In mezzo al petto, non nel cuore, ma tra le costole, dove le fitte danno dolore senza uccidere. Arrivano da dentro e le sento spezzarmi le ossa e incunearsi nel costato. Cercano di venir fuori, spinte da un magma pregno di rabbia e, al contempo, di amore, di frustrazioni, di vita passata, di desideri irrealizzabili e di altri irrealizzati. Spingono in salita, come certi pesci che risalita la corrente vanno a morire dove sono nati. Ho tutte queste parole, bloccate in gola o incastrate tra i denti che le masticano e ringoiano all’infinito, e fanno male come una carie, perdio. Giu’, state giu’. Silenziose e nascoste, buie come certe ombre al di la’ della luna.  Ho bisogno di un posto, senza luce ne’ eco. Voglio un luogo per nascondermi, per proteggermi. Sarei la ballerina di un vecchio carillon di cui si e’ persa la chiave, e che nessuno ascolta piu’. Uno scrigno chiuso.