e niente…

Un posto nell’universo, io non ce l’ho. Una ragion d’essere da qualche parte, sola, io e quest’anima irrequieta che mi abita, non ce l’ho. E lo dico che ho una voglia assurda che mi si contorce dentro, e non so di cosa. Forse e’ l’inverno. Si’, ho bisogno di temporali, di venti gelidi e grandine. Qualcosa che si muova veloce, e che accompagni le ore fino alla notte. Qualcosa che mi stanchi, che mi faccia sentire spossata solo per averla guardata dalla finestra. E poi qualcosa che mi calmi. E poi la neve. Ho bisogno di una simbiosi tra le mie stagioni e quelle fuori.  Ho scelto male il mio corpo, potevo essere uno di quei cani che trainano le slitte sui terreni glaciali, e invece sono una donna… e mi pare d’esser morta, quando e’ estate.

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12 thoughts on “e niente…

  1. ma se l’estate quest’anno non è arrivata per niente !!! E poi, non è proprio d’estate che una donna vive con il suo corpo il rapporto migliore? e non è questione di estetica o bellezza, ma di consapevolezza e di appropriamento di se stessi: nessun fardello a coprirti o falsificarti… solo e soltanto pelle, la tua pelle, tutto il resto è peso inutile. Ma poi in fondo ogni stagione ha il suo tornaconto, e ad ogni inverno si prepara sempre una primavera, perché d’estate sarai bella più che mai. Non sei morta: rinascerai ogni volta con il sole !

    • Viviamo in continenti diversi, barman. A New York, l’estate e’ torrida, umida, detestabile. Pero’ ho passato un breve periodo a Roma, tra luglio e agosto, e ho trovato un’estate, pensa, torrida, umida… detestabile. A ciascuno di noi appartiene una stagione, un periodo dell’anno in cui sente risvegliarsi il corpo. Quella frenesia d’anima, quella rinascita di tutti i sensi che la natura prova in estate, io ce l’ho d’inverno. E’ tra novembre e febbraio, che rinasco ogni volta; tra marzo e giugno, che invecchio precocemente; tra luglio e agosto, che muoio. ( A settembre/ ottobre sto in standby ). Potevo indubbiamente essere un animale da territori glaciali, ma piu’ che un cane da slitta, di cui parlavo in questo mio pensiero estemporaneo, a pensarci bene, vista la mia ormai palese predisposizione alla solitudine, direi un orso. Bianco, mimetizzato tra i ghiacci, tone sur tone… a viversi un caldissimo gelo.
      Ciao barman, grazie per essere passato.

      • figurati… per me è sempre un piacere, spero però che quest’anno, a New York, non ci sia un inverno freddo, buio e detestabile. Ma al di là degli scherzi, ti capisco in tutto per tutto, pensa che anni fa ambientai un “poemetto” all’interno di una storia dove un viaggio verso il polo nord, simboleggiava proprio la ricerca della purezza perduta, all’interno di una solitudine e ,di un silenzio tutto mio. Un altra mia silloge l’ho costruita intorno alla cittadina di Dawson City, nell’estremo nord dell’Alaska, con tutta una serie di metafore dove il freddo, l’utopica ricerca dell’oro e i luoghi chiusi, fanno da contrapposizione con gli sterminati territori selvaggi di quelle fascinose zone. E questo non te lo dico per tirarmela, ma per farti capire quanto a volte il mistero delle stagioni ci avvolge e ci coinvolge, e ci trasforma totalmente…
        Un bacio !

  2. io odio l’estate
    tutta quella gente a mare
    non capiscono che rovinano la bellezza
    del mare.
    Il mare è intenso nelle giornate di pioggia.
    Il mare è pieno di tristezza e nostalgia
    come quello che tu hai scritto.
    Mi piace, mi sento come ti senti tu
    chiamala
    empatia.

    Nyno.

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