” Fuggi, Nina ”

Che cos’è poi l’amore, se non il piu’ lesivo dei sentimenti ? Un’emozione bugiarda, una conoscenza ingannevole di noi. L’uninco impulso incontrollabile, capace di distruggere il piu’ forte tra gli uomini. L’amore ha una personalita’ propria, scissa in mille altre. Un’anima propria, potente, in grado di spodestare la nostra. Ci colpisce tutti, come la vista del  primo tramonto. Ci ferisce tutti, come una morte improvvisa. Il peggiore dei mali. Una febbre che invade il corpo e ne divora il cuore lentamente, lasciandoci alla deriva, in un mare senza terra.

A questo pensava, Nina, respirando una notte stellata e una sigaretta alla finestra. Carlo la lasciava, la riprendeva, l’amava, poi la odiava. Forse non poteva stare senza lei, ma continuava a provarci. L’amore di Carlo era un’altalena e in questo perpetuo ondeggiare, Nina aveva finito col perdersi.

Avevano fatto l’amore, e riempito la stanza di risate, mangiato una pizza in due e guardato film idioti. Si erano appartenuti come se le loro vite fossero concentrate in quell’unica notte. Il mondo, fuori, era un fiume silenzioso, incapace di disturbare.

” Ti amo, ti sposerò ”  le aveva detto, e lei finalmente aveva avuto la percezione che tutto potesse accadere davvero. Si sentiva felice. Forte, come se ora niente avesse piu’ potuto farle del male. Carlo, infine, la proteggeva e Nina sentiva la sua anima al sicuro, come un uccello ferito tra le mani di un bambino.

Poi qualcosa accadde. Un mancato appuntamento. Nina disse, o non disse qualcosa. Fece, o non fece qualcos’altro.

Una cosa stupida, agli occhi di lei. Una cosa grave, a quelli di lui. Cercò di recuperare e si presento’ a casa di lui per parlare. I due giorni che seguirono furono un rincorrersi di silenzi e insulti da parte di Carlo.

La luce della sigaretta brillava nella notte e, con stupore, Nina si scopriva serena. Carlo aveva gia’ detto a tutti di averla lasciata. Non aveva perso tempo. Era quello che voleva. La mancanza di Nina era stata una scusa per lasciarla? Probabilmente. Si chiedeva che fine avesse fatto l’uomo con cui aveva trascorso la notte, e chi fosse quello che ora la stava trattando ne’ più ne’ meno di una puttana. Ma lei non era furiosa per gli insulti ricevuti, non aveva paura, non piangeva e non sentiva quel dolore profondo nel cuore, nessuna spada nel petto. Niente. Questo poteva essere spaventoso. Non sentire piu’ niente. Carlo non era più neanche un uomo. In quel momento, Nina pensava a lui come a un’entità. Qualcosa che era passata nella sua vita e che ora era gia’ un ricordo lontano. Rimaneva basita all’idea di aver conosciuto l’amore e di esserne rimasta talmente spaventata da non volerlo più.  Senza accorgersene, aveva trovato il modo di proteggere il suo cuore. Chiuso in uno scrigno di sale, nessuno lo avrebbe piu’ trovato, assaggiato, divorato. Nessun dolore. Nessun amore.

Il nulla l’avrebbe salvata e mandata via, per sempre.

L’amore è un demone malvagio. Ci incanta, ci mente, s’impossessa di noi. Si annida nei meandri della mente, trova il suo trono nel petto, passeggia industurbato sulla pelle e ci consuma. Ma si puo’ sconfiggerlo non facendolo entrare. Si puo’, si deve proteggere il cuore, nascondendolo in uno scrigno di sale.

Un’altra sigaretta cominciava a brillare nel buio.

( Foto: Davide e Betsabea – Chagall )

 

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