Rose a dicembre

In famiglia siamo tutti meticci. Ci siamo spostati, lungo lo stivale, e ci siamo fermati in citta’ con culture diametralmente opposte alle nostre. Li’, abbiamo tirato su famiglia e messo al mondo altri meticci. Ma tutti, indistintamente, siamo partiti dalla meravigliosa Calabria saudita. Siamo Italo-Calabresi e a Natale, tutti, facciamo la Pitta’nchiusa come ce lo ha insegnato zia Rosina. Un dolce che richiede un giorno di preparazione e dieci minuti per essere divorato. Ha la forma di dieci rose, ognuna delle quali e’ ripiena di noci, uva passa, zucchero, cannella e chiodi di garofano. La pitta’ nchiusa di Rosina, dovrebbe essere patrimonio dell’umanita’.

Zia aveva un’eta’ compresa tra i cento e i mille anni, e un soldato nascosto nell’anima.

Mandava avanti la casa da sola e  impartiva ordini a tutto il paese. Niente la scalfiva. Una notizia buona era opera del Signore “ Ma non ti rilassare troppo, che il diavolo e’ dietro l’angolo “.  Una notizia cattiva era “ Che ti avevo detto? “.

La mattina della vigilia, pero’, la gente a San Mauro Marchesato faceva la fila per vederla all’opera. Entravano a salutare, ad augurare Buon Natale, e a cercare di carpire il segreto della pitta. La cucina era caldissima e pregna dell’odore di cannella. Seduta, con le gambe che non toccavano terra, guardavo Rosina che impastava la sfoglia. Il viso duro si  addolciva, e a bassa voce si raccontava a una bambina di otto anni. Il giorno del suo matrimonio, il marito parti’ per la guerra. Non lo rivide mai piu’ e lei porto’ il lutto per i restanti mille anni. Di lui non rimase che il ricordo. Di quel giorno non rimase che un bouquet di rose in una madia.

Ogni anno, la viglia di Natale, Rosina ricomponeva quel bouquet in un dolce, il cui unico segreto era l’amore.                                                                                                                                                                                      ( Sabrina S. )

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14 thoughts on “Rose a dicembre

    • qui ero obbligata, per regole di concorso,a scrivere tutto in 1800 battute.. ma le storie della generazione che ci ha preceduti, sono meravigliose, di un romantico che oggi non esiste piu’ Non mi stancherei mai di ascoltarle..e raccontarle. Grazie per essere passata. 😉

  1. si è vero… un mondo che non esiste più, o perlomeno che è cambiato in maniera radicale e leggere ancora questi ricordi, questi pensieri, è come far rivivere in ognuno di noi quel soffio di vento che ci apparteneva, e che ora ci sfugge dentro a un battito d’ali…

  2. Un marito che parte per la guerra il giorno del matrimonio.
    Una moglie che coltiva un rito.
    É incredibile come avvenimenti tanto tristi possano apparire come raggi di luce nel buio.
    Molto bello.

  3. leggendo il tuo scritto un brivido di freddo ha percorso la mia schiena,forse zia Rosina mi ha lasciato una carezza e mi avrà detto è una notizia spero tanto del signore e non che ti avevo detto?!
    un abbraccio MT

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