Ombre e pastelli

So di camminare scalza su un prato che costeggia i binari di un treno che non porta da nessuna parte, e non se ne vede l’inizio… e non se ne vede la fine. Mi tieni la mano e camminiamo piano, guardandoci i piedi nudi solleticati da fili d’erba e rugiada. Il sole, alle tue spalle, ti nasconde il volto e non ti riconosco, ma c’è familiarità in quell’ombra… e allora sorrido serenamente. Seguiamo un ritmo lento e tutto, intorno a noi, è quasi immobile. Il sole non acceca e non ci sono fiori. Ci circondano sfumature di colori pastello e compaiono fili turchesi, rosa e oro, di tanto in tanto. Piccole onde morbide di olio e colore, come quelle nell’acqua dei pennelli di un pittore. Pronuncio parole senza suoni e tu ridi di cuore, in silenzio come in un film muto. Ti scivola la testa un po’ all’indietro, in quella risata, e per un attimo riconosco il tuo profilo. Poi torno a non sapere chi sei e, in questo sogno delicato, mi limito a tenerti la mano… mi limito ad amarti.